Il boom delle esportazioni agroalimentari made in Italy – che nel periodo gennaio-novembre dell’anno scorso ha raggiunto quota 37,6 miliardi di euro (+7,2%) e che nell’intero anno dovrebbe superare i 40 miliardi di euro – è senz’altro positivo; non va sottovalutata però la contestuale crescita delle importazioni, che già nei primi undici mesi dell’anno scorso hanno superato i 41 miliardi di euro (+5,3%), facendo migliorare il saldo commerciale (che si riduce del 10,9%) e dei prodotti trasformati (con un surplus che sinora è aumentato del 39%), mentre peggiora il saldo dei prodotti agricoli (con un deficit che cresce del 6,3%). Lo sottolinea Confagricoltura in relazione ai dati diffusi oggi dall’Istat sul commercio estero.
Agricoltura non competitiva «Indipendentemente dal traguardo dei 40 miliardi di export, viene in evidenza – commenta Confagricoltura – che stiamo diventando sempre di più un paese che importa prodotti agricoli e materie prime che poi trasforma. E questo, se va bene nel complesso, deve far riflettere sulla competitività della nostra agricoltura».
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