«I voucher sono uno strumento utile per l’agricoltura e devono essere reintrodotti». Lo afferma il presidente della Confagricltura Massimiliano Giansanti a proposito del dibattito in corso in questi giorni che vede coinvolti numerose forze politiche ed esponenti del governo, tra cui il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio.
Aumento occupanti Confagricoltura ricorda che nel periodo 2008-2016, infatti, solo il 4,3 per cento dei voucher complessivamente venduti è stato destinato alle attività agricole. Se poi guardiamo l’ultimo anno disponibile, la percentuale scende addirittura all’1,8 per cento del totale. «Nel periodo in cui hanno trovato applicazione i voucher (2008-2016) il lavoro dipendente in agricoltura, nonostante la crisi economica che non ha certo risparmiato il settore primario, ha sostanzialmente tenuto – aggiunge il presidente Giansanti – e in alcuni anni ha fatto registrare addirittura un incremento degli occupati. Non è intervenuta dunque alcuna destrutturazione del lavoro dipendente». Confagricoltura auspica quindi che in sede di conversione del decreto Dignità i voucher vengano ripristinati, anche al fine di garantire una maggiore trasparenza nel lavoro agricolo occasionale.
La Cia plaude il ministro «La flessibilità, di cui il settore agricolo ha assolutamente bisogno, malgrado le aperture del governo in tal senso, non sembra esser contemplata dal Decreto dignità – commenta il presidente nazionale di Cia Dino Scanavino, all’indomani dell’approvazione del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri – Questo ci preoccupa, ma ci porta anche a chiedere, con sempre più forza, segnali concreti di revisione di alcune disposizioni che non favoriscono quelle imprese che creano e mantengono l’occupazione». Per questo Cia-Agricoltori Italiani accoglie con favore l’apertura del ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio alla reintroduzione dei voucher in agricoltura. «Le ovvie ragioni per le quali i voucher debbono essere reintrodotti – dichiara ancora Scanavino – sono alla base delle richieste di una revisione sostanziale del sistema di pagamento, entrata in vigore il 1° luglio, che obbliga tutti i datori di lavoro, a prescindere dalla tipologia e dalla durata del rapporto di lavoro, ad effettuare il pagamento delle retribuzioni attraverso modalità tracciate».