Dazi, mercati internazionali al collasso. L’allarme di Copagri

ROMA – “L’introduzione da parte degli USA di dazi del 20% sulle merci provenienti dall’UE rischia di assestare un colpo durissimo alla tenuta del comparto agroalimentare, che fa dell’export uno dei suoi punti di forza e che ha proprio negli Stati Uniti uno dei principali mercati di sbocco, secondo solo alla Germania”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista all’indomani delle pesanti barriere tariffarie annunciate dall’amministrazione statunitense, che entreranno in vigore dal prossimo 5 aprile.

“Guardando ai numeri, parliamo di circa 58 miliardi di euro di tariffe aggiuntive che andranno a gravare sull’export nazionale, colpendo circa tre quarti delle esportazioni italiane verso gli USA e andando a danneggiare in maniera sostanziale l’interscambio commerciale agroalimentare tra il nostro Paese e gli Stati Uniti”, evidenzia il presidente, ricordando che “le esportazioni agroalimentari dell’Italia verso gli USA ammontano a quasi 8 miliardi di euro, pari al 25% di quelle comunitarie e a circa un decimo dell’export agroalimentare complessivo del Belpaese, che a fine 2024 ha sfiorato i 70 miliardi di euro in valore”.

“Ad essere principalmente colpite saranno le produzioni di punta del Made in Italy agroalimentare, a partire dai vini e dagli spumanti e passando per l’olio extravergine d’oliva, la pasta, i formaggi e i salumi; tutti prodotti che nell’annata appena trascorsa hanno fatto registrare una crescita a doppia cifra negli Stati Uniti, con un aumento complessivo stimabile nell’ordine del 17%”, prosegue Battista.

“Per il solo comparto agroalimentare, le perdite nel breve periodo, sulla base di elaborazioni della Copagri, sono stimabili nell’ordine del 10-15%, percentuali sulla quali andranno però a pesare le ricadute nel medio-lungo periodo, legate al rischio concreto che l’export italiano venga rimpiazzato da quello di altri paesi con dazi più favorevoli; senza contare, poi, l’ulteriore rischio di vedere arrivare sul mercato comunitario, e di conseguenza nazionale, le produzioni agroalimentari precedentemente esportate negli USA e provenienti da paesi stranieri colpiti da dazi ancora più salati”, aggiunge il presidente.

“Nell’esprimere, quindi, la nostra netta e totale contrarietà a ogni guerra commerciale che metta a serio rischio la stabilità e l’andamento dei mercati mondiali, con ripercussioni dirette sul reddito dei tanti produttori agricoli che hanno già programmato e impostato le loro linee di produzione, nonché investito significativamente sull’internazionalizzazione verso il mercato USA, non possiamo che condividere l’invito del ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida ad evitare pericolosi allarmismi, confidando nel lavoro della diplomazia e nell’operato delle istituzioni nazionali e comunitarie, che già dalle prime ore di oggi hanno iniziato a lavorare sulle azioni da intraprendere in seguito agli annunci dell’amministrazione statunitense”.

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