ROMA – Le imprese agricole potranno beneficiare del credito minimo d’imposta al 35%, previsto dal Piano Transizione 5.0, semplicemente dismettendo un veicolo o macchinario catalogato come Stage I o precedenti per acquistare uno di categoria Stage V.
Lo conferma il Ministero delle Imprese e del Made in Italy che, con il dirigente Raffaele Spallone della Divisione Politiche per la digitalizzazione delle imprese, l’innovazione e l’analisi dei settori produttivi, ha preso parte al webinar per illustrare la misura alla filiera agricola organizzato da Federacma (Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio).
Grazie alle norme di semplificazione introdotte nell’ultima Legge di Bilancio, che si aggiungono alle possibilità di cumulo con altre misure comunitarie e nazionali incluse le ZES (Zone Economiche Speciali), il Piano Transizione 5.0 operativo dallo scorso luglio diviene applicabile anche per il settore primario.
Sarà presto emanata una circolare operativa mentre sono state già pubblicate le FAQ sul sito del Mimit per illustrarne l’applicazione per venire incontro alle esigenze e peculiarità del mondo agricolo. La lunga interlocuzione con l’Ue ha permesso di superare le complesse difficoltà legate al principio DNSH (Do No Significant Harm) sugli impatti ambientali. La misura, infatti, basandosi su risorse del REPowerEu non poteva prescindere dalla riduzione dei consumi energetici accanto ai criteri di digitalizzazione.
Saranno, dunque, esentate dal calcolo del risparmio energetico conseguito, con applicazione dei parametri previsti per il primo scaglione pari al 35% di credito d’imposta, le progettualità con sostituzione ed eventuale dismissione dei macchinari che hanno terminato da oltre 24 mesi il periodo di ammortamento a patto che il nuovo bene sia caratterizzato da un miglioramento dell’efficienza energetica verificabile sulla base di quanto previsto da norme di settore ovvero di prassi e che possegga caratteristiche tecnologiche analoghe al bene che si sostituisce. Chi vorrà, ovviamente, potrà effettuare un’analisi per dimostrare un maggiore risparmio energetico e ottenere così un credito d’imposta sino al 45%.
“La conferma del Mimit dà il via libera definitivo alla misura che attendiamo da tempo – dichiara Andrea Borio, presidente Federacma – Il nostro comparto ha subito nel 2024 una crisi severissima, con una flessione delle immatricolazioni senza precedenti. Tornare ad avere a disposizione una misura agevole e pratica come il credito d’imposta potrà sicuramente permettere nuovi maggiori investimenti in innovazione da parte delle aziende agricole nazionali. Ringraziamo il ministro Adolfo Urso e tutto il Ministero delle Imprese – conclude Borio – per l’importante risultato raggiunto che contempla le reali necessità di chi lavora la terra”.
Gli aspetti emersi durante il webinar saranno ulteriormente approfonditi da Federacma durante un convegno, a partecipazione libera, previsto ad Agriumbria che si terrà sabato 29 marzo.